L’Etna dà segni di risveglio: attività stromboliana in area sommitale

di Boris Behncke e Marco Neri

Sono passati ormai più di 14 mesi dall’ultima eruzione dell’Etna. Un’attività eruttiva che, fra gennaio ed aprile 2017, ha prodotto numerose colate di lava ed esplosioni stromboliane dalla cima del Nuovo Cratere di Sud-Est. Ora l’Etna sta mostrando segni di un graduale risveglio, con un’attività eruttiva stromboliana che si concentra in corrispondenza delle bocche sommitali del vulcano, in particolare la Bocca Nuova ed il Cratere di Nord-Est.

Crateri Sommitali Etna 25 aprile 2018
Figura 1 – Veduta aerea dell’area sommitale dell’Etna, ripresa il 25 aprile 2018 da Boris Behncke (INGV-OE) durante un sorvolo dell’Etna condotto con Orazio Aleppo.

La prima a “svegliarsi” è stata la Bocca Nuova, che ormai da alcune settimane produce forti e continui boati. Negli ultimi giorni l’attività è andata gradualmente aumentando di intensità, e adesso le immagini termiche riprese nel corso dei sopralluoghi di monitoraggio mostrano chiaramente esplosioni stromboliane che avvengono da due bocche poste sul fondo del cratere. Occasionalmente i brandelli di lava incandescente sono proiettati in aria fino a superare l’orlo della Bocca Nuova, ricadendo prevalentemente al suo interno (figura 2).

Immagini termiche Bocca Nuova 17 luglio 2018
Figura 2 – Immagini termiche di un’esplosione stromboliana, localizzata sul fondo del cratere Bocca Nuova, mostrata in sequenza (da 1 a 4). Sul fondo del cratere sono attive due bocche (A e B), che proiettano in aria brandelli di lava incandescente fino ad alcune decine di metri di altezza. Le immagini si riferiscono al 17 luglio 2018 e sono state riprese da Giuseppe Salerno (INGV-OE) durante un sopralluogo di monitoraggio diretto dell’attività eruttiva dell’Etna.

Anche il Cratere di Nord-Est si è riattivato in modo significativo. Ricordiamo che durante l’eruzione di maggio 2016 questo cratere è rimasto completamente occluso dai prodotti eruttati, ma nel novembre 2017 si è riaperto ed è tornato ad emettere il pennacchio gassoso che lo caratterizza. In questi giorni, il Cratere di Nord-Est mostra un crescendo di attività, con la progressiva apertura di più bocche sul suo fondo craterico, una delle quali produce piccole esplosioni stromboliane. Anche in questo caso, i brandelli di lava incandescente ricadono, per adesso, all’interno dello stesso Cratere di Nord-Est (figura 3).

Esplosioni stromboliane Cratere di NE Etna 20_21 luglio 2018 (foto di Michele Mammino)
Figura 3 – Esplosioni stromboliane avvenute sul fondo del Cratere di Nord-Est e riprese il 20 e 21 luglio 2018 da Michele Mammino, che si ringrazia per la concessione. Sul fondo del cratere sono presenti tre bocche di cui una proietta in aria brandelli di lava incandescente fino ad alcune decine di metri di altezza.

Il monitoraggio diretto dell’attività vulcanica integra le analisi condotte attraverso le reti strumentali dell’INGV e permette, quindi, di avere un quadro completo e preciso dello stato di attività del vulcano. Un lavoro quanto mai necessario soprattutto in questo periodo estivo, quando il vulcano è frequentato fino alla sua sommità da una moltitudine di turisti ed appassionati dell’Etna.

Geoscienze News del 18 luglio 2018 sintetizza, nella seconda parte, le informazioni sullo stato di attività dell’Etna.

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