L’Etna non va in vacanza: aumenta di intensità l’attività eruttiva sommitale

di Marco Neri

Continua la progressiva intensificazione dei fenomeni eruttivi che interessano l’area sommitale dell’Etna. All’interno del cratere Bocca Nuova è sempre più rilevante l’attività stromboliana della bocca BN-1 (Figura 1). Inoltre, nella porzione sud-orientale della Bocca Nuova, lo scorso 16 agosto si è riaperta la bocca BN-2 (figura 1) che era rimasta inattiva dal dicembre 2015, ovvero dal momento in cui l’intero Cratere Centrale del vulcano era stato sommerso e completamente ostruito dalla lava eruttata dal cratere Voragine (figura 2b) attraverso vigorose e spettacolari fontane di lava.

Bocca Nuova (Etna) agosto 2018
Figura 1Area sommitale dell’Etna, Bocca Nuova.  Foto in alto (a): immagine termica del 16 agosto 2018 che mostra il fondo craterico della Bocca Nuova. Le zone incandescenti sono evidenziate con colori variabili dal giallo al rosso ed al bianco. In primo piano, la bocca BN-1 (riattivatasi nel novembre 2016) e, sullo sfondo, la bocca BN-2, riapertasi proprio il 16 agosto nel settore sud-orientale della Bocca Nuova. Ripresa di Francesco Ciancitto. Foto in basso (b): immagine nel visibile del 17 agosto 2018, che riprende la stessa area della Bocca Nuova. Foto di Marco Neri.

La bocca BN-2 è tristemente nota per la scomparsa della turista spagnola Calde Vill Beatriz Lebena, precipitata accidentalmente al suo interno nel maggio 2001 ed il cui corpo non è stato mai recuperato a causa delle dense esalazioni gassose e dell’instabilità delle pareti a strapiombo della BN-2 (vedi figura 2a). Questa nuova bocca produce un intenso degassamento con alte temperature alternato ad attività stromboliana che per il momento rimane confinata all’interno del cratere.

Bocca Nuova (Etna) Luglio 2001_2016
Figura 2 – I crateri Bocca Nuova e Voragine dell’Etna ripresi da elicottero rispettivamente nel 2001 (a) e nel 2016 (b). Le depressioni crateriche BN-1 e BN-2 esistenti all’interno della Bocca Nuova nel 2001 sono state interamente sommerse dalla lava eruttata nel corso delle eruzioni di dicembre 2015 e maggio 2016. Da novembre 2016, il fondo della Bocca Nuova ha subito un continuo processo di subsidenza (sprofondamento) fino a ricostituire, il 16 agosto 2018, le due bocche eruttive BN-1 e BN-2. Foto di Marco Neri.

Anche il Cratere di Nord-Est, rispetto alle scorse settimane, ha incrementato significativamente la violenza dell’attività esplosiva stromboliana. Infatti, le esplosioni lanciano in aria brandelli di lava incandescente ad un’altezza di alcune decine di metri superiore rispetto all’orlo craterico e il materiale eruttato ricade occasionalmente anche fuori dal cratere, distribuendosi prevalentemente in prossimità del suo orlo (figura 3).

Cratere di Nord-Est (Etna), bomba vulcanica
Figura 3 –  Etna. Bomba vulcanica eruttata presumibilmente il 18 agosto 2018 dal Cratere di Nord-Est e ricaduta in corrispondenza del suo orlo meridionale. Foto di Vincenzo Greco.

Infine, anche il Nuovo Cratere di Sud-Est risulta nuovamente attivo in corrispondenza della sua bocca più orientale, anche se con minore intensità rispetto agli altri crateri sommitali. Questo cratere, infatti, produce solo deboli esplosioni stromboliane inframezzate da lunghe stasi di attività (figura 4).

Crateri sommitali Etna da sud-est, attività stromboliana
Figura 4 – Vista dell’area craterica sommitale dell’Etna ripresa da sud-est la sera del 22 agosto 2018. A sinistra, bagliori prodotti dall’attività stromboliana della Bocca Nuova. A destra, piccola esplosione stromboliana al Nuovo Cratere di Sud-Est. Foto di Boris Behncke.
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