Mappa preliminare dell’eruzione laterale dell’Etna del 24-27 dicembre 2018

di Marco Neri

Grazie al supporto logistico dell’elicottero del 2° Nucleo Aereo della Guardia Costiera di Catania, e nell’ambito delle attività coordinate della Protezione Civile Nazionale, il 26 dicembre è stato effettuato il sorvolo del teatro eruttivo  etneo che ha consentito di acquisire materiale fotografico e video con telecamera termica. Tale documentazione ha consentito di individuare e mappare la fessura eruttiva, i coni di scorie allineati sopra di essa ed il campo lavico eruttato (Figura 1).

Figura 1 mappa colata 24_27 dic 2018
Figura 1 – Mappa preliminare dei prodotti eruttati nel corso dell’eruzione del 24-27 dicembre 2018. La base topografica utilizzata è stata prodotta dal TECNOLAB dell’INGV Sezione di Catania Osservatorio Etneo, Laboratory for Technological Advance in Volcano Geophysics. Le sigle riportate in alto a sinistra identificano i diversi crateri sommitali (NEC = Cratere di Nord-Est, VOR = Voragine, BN = Bocca Nuova, SEC = Cratere di Sud-Est, NSEC = Nuovo Cratere di Sud-Est).

La fessura eruttiva è composta da tre segmenti: il più settentrionale si trova poco a nord del Nuovo Cratere di Sud-Est, a circa 3100 metri di quota. Questa fessura ha prodotto unicamente una modesta attività stromboliana durata poche decine di minuti. Il segmento intermedio è disposto in senso NNO-SSE ed è lungo circa 750 metri; esso ricade tra il basso fianco orientale del Nuovo Cratere di Sud-Est, a poco più di 3100 metri di quota, e l’orlo della Valle del Bove, a circa 2875 metri (Figura 2). Il segmento più basso della fessura entra nella Valle del Bove, attraversando la sua parete occidentale ed arrestandosi a circa 2400 metri. È lungo circa 1000 metri, sempre disposto in senso NNO-SSE, ma spostato leggermente ad oriente rispetto al segmento descritto in precedenza.

Figura 2 fessura eruttiva alta
Figura 2 – Segmento posto a quota più elevata della fessura eruttiva apertasi il 24 dicembre 2018, sul basso fianco orientale del Nuovo Cratere di Sud-Est. Foto di Marco Neri.

L’area coperta dai prodotti eruttati è pari a poco più di 1 chilometro quadrato. Secondo una stima molto preliminare, lo spessore medio di tali prodotti varia tra 3 e 6 metri. Pertanto, il volume complessivamente eruttato risulta compreso tra 3 e 6 milioni di metri cubi. La sera del 27 dicembre, il fronte lavico più avanzato della colata di lava risultava in lentissimo avanzamento. Tuttavia, i rilievi con telecamera termica effettuati da Luigi Lodato e Stefano Branca, ricercatori dell’INGV OE,  hanno verificato l’assenza di alimentazione alle bocche eruttive.

Elaborazioni cartografiche di maggiore dettaglio e valutazioni quantitative più accurate saranno disponibili appena saranno acquisiti dati topografici di precisione.

Figura 3 Foto di Gruppo 20181226
Figura 3 – Equipaggio che ha effettuato il sorvolo del teatro eruttivo il pomeriggio del 26 dicembre 2018, mediante l’elicottero messo a disposizione dal 2° Nucleo Aereo della Guardia Costiera di Catania. Per l’INGV hanno partecipato Stefano Branca e Marco Neri.