Glossario


Attività stromboliana. Vedi Eruzione stromboliana.

Bomba vulcanica. Piroclasto di dimensioni superiori a 64 mm, espulso prevalentemente o completamente fuso durante un’eruzione esplosiva.

Bradisismo. Dal greco bradi = lento e seismo = movimento,  lento abbassamento o sollevamento del suolo.

Caldera. Ampia depressione della superficie terrestre formatasi per lo sprofondamento delle rocce sovrastanti una camera magmatica superficiale, svuotata a seguito di un’eruzione.

Caldera risorgente. Caldera la cui parte sprofondata è successivamente sollevata per intrusione di magma.

Camera magmatica. Porzione della crosta terrestre dove il magma ristagna per periodi più o meno lunghi, prima di raggiungere eventualmente la superficie terrestre e dar luogo a un’eruzione vulcanica. Ha dimensioni e profondità molto variabili e può essere in connessione con la superficie attraverso un condotto vulcanico.

Campo vulcanico. Area di estensione variabile in cui sono presenti numerosi centri eruttivi.

Cenere vulcanica. Piroclasti di dimensioni minori di 2 mm, prodotti durante un’eruzione esplosiva.

Colata di fango. Colata costituita da frammenti di dimensioni variabili e acqua della consistenza del cemento appena preparato, che scorre ad alta velocità lungo i fianchi di un rilievo montuoso. Essa può essere generata direttamente da un’eruzione vulcanica o per saturazione da parte di acqua di depositi sciolti. Le colate di fango tendono ad incanalarsi lungo le valli e a fermarsi ai piedi dei versanti.

Colonna eruttiva. Miscela di piroclasti, gas e vapore, emessa durante un’eruzione esplosiva. Si innalza a grande velocità nell’atmosfera e può raggiungere altezze variabili in funzione dell’energia dell’eruzione e della forma e dimensione del condotto.

Condotto vulcanico. Struttura attraverso la quale il magma risale alla superficie. La forma può variare da quella di un cilindro a quella di una frattura.

Cono e anello di tufo. Edifici vulcanici formati da un’eruzione freatomagmatica. Sono costituiti prevalentemente da depositi da surges piroclastici e, subordinatamente, da depositi da caduta. I coni si differenziano dagli anelli per la maggiore altezza e per il più alto rapporto fra il diametro della base dell’edificio e quello del cratere.

Cono di scorie. Edificio vulcanico a pianta subcircolare che si forma nel corso di eruzioni stromboliane. Questi edifici si accrescono per caduta, seguendo traiettorie balistiche, e accumulo di scorie intorno alla bocca eruttiva.

Cratere vulcanico. Depressione ad andamento subcircolare al di sopra del condotto, attraverso la quale viene emesso il materiale vulcanico.

Deposito piroclastico da caduta. Roccia formatasi per accumulo al suolo di frammenti piroclastici, lanciati nell’atmosfera durante un’eruzione esplosiva.

Deposito piroclastico da flusso. Roccia costituita da frammenti piroclastici depositati da un flusso piroclastico. In funzione delle caratteristiche del flusso si possono distinguere essenzialmente due tipi di depositi. I depositi piroclastici da flusso sono massivi, mentre quelli da surge sono finemente stratificati e costituiti prevalentemente da particelle fini.

Dicco. Corpo roccioso costituito da un’intrusione magmatica all’interno di una fessura che taglia strati di roccia più antichi del dicco.

Duomo lavico. Edificio vulcanico di forma tozza generato dalla emissione di lava viscosa.

EDM (electronic distance measurement). L’EDM è una tecnica che utilizza uno strumento elettronico (distanziometro) che invia un segnale elettromagnetico, il quale viene riflesso da un opportuno specchio posto alla distanza desiderata, e ritorna allo strumento stesso. La misura della differenza di fase tra il segnale in andata e quello di ritorno o del tempo impiegato dall’impulso elettromagnetico a percorrere il tragitto di andata e ritorno permette il calcolo della distanza tra lo strumento e il riflettore.

Effetto Sagnac. Si manifesta in un allestimento chiamato interferometro ad anello. Nel 1913 il fisico Georges Sagnac riuscì a dimostrare che un raggio di luce, suddiviso in due ed entrambi trasmessi all’interno di un conduttore lungo traiettorie con direzioni opposte (per esempio lungo un percorso chiuso di specchi installati in piano), e poi sovrapposti, davano origine a frange di interferenza causate dallo sfasamento relativo dei singoli raggi.

Energia delle eruzioni. La somma di energia termica e meccanica liberata durante un’eruzione. Il rapporto tra l’energia meccanica e l’energia termica determina l’esplosività di un’eruzione.

Eruzione freatica. Esplosione provocata dall’improvviso surriscaldamento di vapore acqueo che si verifica quando un bacino di acqua sotterranea viene scaldato da magma, lava, frammenti o depositi piroclastici.

Eruzione freatomagmatica. Eruzione vulcanica prodotta dall’interazione del magma con acqua. Le eruzioni di questo tipo generano una colonna eruttiva che si innalza per alcuni chilometri e dalla cui base si espande ad alta velocità una nube di vapore, gas e particelle a forma di anello, simile al “base surge” delle esplosioni nucleari.

Eruzione pliniana. Da Plinio il Giovane che descrisse l’eruzione vesuviana del 79 d.C., è un’eruzione caratterizzata da esplosioni che producono colonne eruttive che si innalzano per decine di chilometri. Dalla parte alta della colonna, meno densa e spinta dai venti in quota, cadono particelle che si depositano su non meno di 500 km2. La parte più densa della colonna può collassare, generando flussi piroclastici.

Eruzione stromboliana. Dal vulcano Stromboli, è un’eruzione caratterizzata da esplosioni di bassa energia che si susseguono ad intervalli variabili da secondi a ore. I brandelli di magma, lanciati fino ad alcune centinaia di metri di altezza, cadendo al suolo, formano un cono di scorie.

Eruzione subpliniana. Eruzione esplosiva con fenomenologie simili a quelle dell’eruzione pliniana, ma di energia inferiore e conseguente ridotta distribuzione areale dei prodotti eruttati.

Eruzione vulcanica. Fuoriuscita di magma, piroclasti o gas, o di tutti contemporaneamente, dal sottosuolo, attraverso una bocca eruttiva, nell’atmosfera. L’eruzione può essere effusiva o esplosiva a seconda che il magma fuoriesca senza aver subito sostanziali modificazioni o si sia trasformato per frammentazione.

Essoluzione. Processo per cui una soluzione inizialmente omogenea si separa in due o più fasi distinte senza aggiunta o sottrazione di materia.

Falda acquifera. Acqua sotterranea trattenuta in uno strato di roccia porosa fessurata, sovrastante terreni impermeabili.

Faglia. Frattura della roccia nella crosta terrestre lungo la quale avvengono spostamenti relativi dei volumi di roccia sui due lati della faglia. Tali spostamenti possono avvenire in maniera lenta e continua, senza provocare terremoti (creep asismico), o in maniera improvvisa, per rottura della piana di faglia che per un periodo più o meno lungo è rimasta sigillata, causando scuotimento del suolo (terremoto).

Flusso piroclastico. Nube più densa dell’aria, costituita da frammenti piroclastici e gas, e caratterizzata da elevata temperatura e velocità. Molte sono generate dal collasso di una colonna eruttiva. I flussi piroclastici tendono a scorrere al suolo muovendosi per effetto della gravità e la loro distribuzione areale è condizionata dalla morfologia. Infatti essi si incanalano in valli e colmano depressioni, benché alcuni abbiano energia sufficiente per superare barriere morfologiche. Quando la concentrazione dei frammenti piroclastici nella miscela solido/gas è bassa, il flusso viene chiamato surge piroclastico.

Fontane di lava. Getti di magma e gas che possono raggiungere altezze di alcune migliaia di metri nel corso di eruzioni esplosive a bassa energia.

Frammentazione. Disgregazione di un magma in risalita che può avvenire per essoluzione di gas, quando la frazione in volume di questi ultimi raggiunge il 75 % (Frammentazione magmatica) o per improvvisa espansione di un massa d’acqua che viene attraversata dal magma. La frammentazione determina la trasformazione del magma da un continuo liquido, con gas e particelle (cristalli, litici), in un continuo gassoso, con brandelli di magma e particelle solide

Fumarola. Emissione naturale di una miscela di gas e vapore. La rapida variazione di pressione e temperatura che essa subisce all’atto della fuoriuscita determina la precipitazione e la cristallizzazione di sostanze minerali.

Geochimica dei gas. La Geochimica dei gas è la branca della geochimica che studia la composizione chimica ed isotopica dei gas vulcanici e naturali circolanti nella crosta, nelle acque e nell’atmosfera terrestre per ricavarne indicazioni sulle condizioni di temperatura, pressione ed origine dei vari gas in relazione agli ambienti da cui essi provengono.

Giroscopio ottico (ring laser). Strumento per la misura di angoli basato sull’impiego di una radiazione monocromatica generata da un laser. La luce monocromatica viene emessa in direzioni opposte in un conduttore ottico collocato fra specchi e poi sovrapposti. Il numero delle frange di interferenza causate dallo sfasamento relativo dei singoli raggi (effetto Sagnac) è indicativo del valore dell’angolo di cui è ruotato il giroscopio.

GPS (Global Positioning System). Sistema di rilevamento satellitare in grado di determinare la posizione di un punto sulla superficie terrestre immobile o in movimento. Esso utilizza una costellazione di satelliti che orbitano intorno alla terra a circa 20.000 m di quota, che trasmettono un segnale captato da ricevitori, dotati di antenna, posti sul punto da localizzare. Questa localizzazione avviene attraverso il calcolo del tempo di percorrenza del segnale, e permette la determinazione delle coordinate del punto con elevata precisione.

Ingressione. Sommersione da parte del mare di tratti di terraferma.

Lahar. vedi Colata di fango

Lapillo. Piroclasto di dimensioni da 2 a 64 mm.

Lava. Magma eruttato parzialmente o totalmente degassato che scorre formando una colata la cui velocità e forma dipendono dalla viscosità del magma, dall’inclinazione del pendio e della portata alla bocca eruttiva. Il termine viene utilizzato anche per indicare la roccia che si forma dopo il suo raffreddamento e la solidificazione della colata.

Litico. Piroclasto costituito di roccia formatasi precedentemente ed espulso nel corso di un’eruzione esplosiva.

Maar. Cratere generalmente formato in seguito a un’unica eruzione freatomagmatica, derivante cioè dalla interazione esplosiva tra magma e acqua di falda. I maar sono caratterizzati da un basso rapporto tra altezza e larghezza del cratere.

Magma. Materiale naturale allo stato fuso, di composizione generalmente silicatica, in cui sono presenti anche una fase gassosa ed una fase solida, costituita da cristalli.

Maremoto. vedi Tsunami.

Microsismi oceanici. La continua oscillazione delle onde del mare viene trasmessa nella crosta terrestre dove si propaga per centinaia di chilometri come onda sismica superficiale (onda di Rayleigh).

Parossismo. Evento eruttivo di breve durata ma di alta intensità (soprattutto in termini di esplosività). L’attività eruttiva dell’Etna negli ultimi decenni è stata marcata da centinaia di parossismi, come quelli avvenuti nel periodo 2011-2013 al Nuovo Cratere di Sud-Est.

Piroclasto. Frammento di dimensioni variabili emesso durante un’eruzione esplosiva.

Pomice. Piroclasto altamente vescicolato, generalmente di colore chiaro, poco denso, capace di galleggiare in acqua.

Precursori (di un’eruzione vulcanica). L’insieme dei fenomeni connessi alle variazioni fisico-chimiche di un sistema vulcanico che precedono un’eruzione. La  misura nel tempo dei parametri relativi a queste variazioni consente di effettuare una previsione a breve termine delle eruzioni vulcaniche.

Quiescenza. Periodo di stasi nell’attività eruttiva di un vulcano.

Roccia piroclastica o piroclastite. Roccia costituita da piroclasti emessi durante un’eruzione esplosiva.

SAR (Synthetic Aperture Radar). Il radar ad apertura sintetica (SAR) é uno strumento costituito da un radar di tipo convenzionale montato su una piattaforma mobile (un aeroplano o un satellite). Il SAR fornisce immagini elettromagnetiche della superficie terrestre con risoluzione spaziale di qualche metro. Dalla combinazione di due o più immagini SAR della stessa area (interferometria) si ricavano dettagliati modelli digitali di elevazione del terreno, e si possono ottenere immagini che evidenziano movimenti del suolo con elevata precisione.

Scoria. Piroclasto vetroso, vescicolato, di colore scuro, che, a differenza di una pomice, non galleggia in acqua.

Seismic near/far-field. Campo ondulatorio vicino alla (near-) o lontano dalla (far-) sorgente sismica. Al contrario del campo lontano (seismic far-field) dove il fronte d’onda viene approssimato a un piano, il campo ondulatorio in vicinanza della sorgente (seismic near-field) è da considerare sferico.

Sistema di sorveglianza vulcanico. Insieme di strumenti di misura, dislocati sul territorio e generalmente collegati ad una centrale di raccolta dati, che rilevano i parametri geofisici e geochimici relativi a un sistema vulcanico.

Sistema idrotermale. Un sistema idrotermale è costituito da  una roccia permeabile che rappresenta il serbatoio ed un fluido generalmente bifase (acqua e gas+vapore) alimentato da una sorgente di calore che può essere una massa magmatica o una roccia in lento raffreddamento all’interno della crosta terrestre.  L’acqua circolante nel sistema idrotermale può essere di origine meteorica e/o marina con l’aggiunta di gas e vapori rilasciati dal magma. I sistemi idrotermali si trovano comunemente nei pressi di aree vulcanicamente attive o quiescenti.

Strato-vulcano. Edificio vulcanico di forma generalmente tronco-conica accresciutosi per l’accumulo, attorno alla bocca eruttiva, di prodotti di eruzioni effusive ed esplosive.

Subaereo. Che si trova o avviene sopra la superficie terrestre o del mare.

Surge piroclastico. Nube più densa dell’aria, costituita da frammenti piroclastici e gas, e caratterizzata da elevata velocità e temperatura variabile, anche se generalmente elevata. Essa si propaga per moto turbolento. I surges piroclastici sono generalmente associati a eruzioni freatomagmatiche, scorrono al suolo con elevata mobilità e possono superare, in funzione delle loro caratteristiche fisiche, anche elevate barriere morfologiche.

Terrazzo marino. Struttura morfologica pianeggiante originatasi per l’azione del moto ondoso sul fondo del mare in prossimità della costa durante un’ingressione, e successivamente emersa.

Terremoto. Rapido movimento della superficie terrestre dovuto al passaggio di onde elastiche generate dalla rottura di rocce costituenti la parte più rigida dell’interno della terra, la litosfera. Il punto in cui avviene la rottura si chiama ipocentro. Il punto della superficie terrestre posto sulla verticale dell’ipocentro è detto epicentro.

Tsunami. Termine giapponese («onde sul porto») adottato internazionalmente come denominazione ufficiale di serie di onde provocate da qualsiasi evento in grado di muovere verticalmente una grande colonna d’acqua: terremoti, movimenti tettonici sottomarini, eruzioni vulcaniche, frane, esplosioni o caduta di meteoriti.

Tufo. Roccia formatasi per il consolidamento di un deposito piroclastico, costituito prevalentemente da cenere vulcanica.

Velocità angolare. La velocità di rotazione di un oggetto si misura in radianti per secondo (rad/s) che corrisponde a 57.295°/s (quindi 1 nanorad/s è uguale a 10-9 rad/s). Come termine di paragone, la lancetta dei secondi di un orologio meccanico impiega 60 s per fare il giro completo di un minuto, che corrisponde quindi ad un velocità di 6°/s = 0.104 rad/s. Se per esempio una giostra gira con una velocità di 1 rad/s impiega un po’ più di 6 s per un giro completo. Se invece la giostra girasse con la velocità di 20 nanorad/s, pari a quella del sismometro rotazionale iXBlue, impiegherebbe circa 10 anni per compiere un giro completo.

Vescicolazione. Formazione di vescicole (bolle) in un magma che si avvicina alla superficie terrestre, per effetto dell’essoluzione di gas indotta dalla diminuzione di pressione.

Vulcano. Luogo della superficie terrestre in corrispondenza del quale si ha la fuoriuscita di lave, gas, e prodotti piroclastici che accumulandosi formano un edificio vulcanico.

Vulcano monogenico. Un vulcano monogenico si forma per l’accumulo dei prodotti di una singola eruzione o di una singola fase eruttiva. Esempi di vulcani monogenici sono i coni di scorie e i coni e gli anelli di tufo.

Vulcano poligenico. Un vulcano poligenico si forma per l’accumulo dei prodotti di molteplici eruzioni, separate da periodi di riposo più o meno lunghi. Esempi di vulcani poligenici sono i vulcani a scudo (come quelli delle isole Hawaii) e i vulcani compositi (come il Vesuvio, l’Etna e lo Stromboli).

riadattato e integrato da Orsi G., Cuna L., De Astis G., de Vita S., Di Vito M.A., Isaia R., Nave R., Pappalardo L., Piochi M., Postiglione C., Sansivero F. (2000) I vulcani napoletani. Pericolosità e Rischio. Osservatorio Vesuviano
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