Ischia

Ubicazione e altezza massima: Tirreno Meridionale – 40° 43′ 00″ N, 13° 54′ 00″ E; M. Epomeo= 787 m s.l.m.
Superficie (porzione emersa): 46.3 kmq
Tipo di vulcano: caldera
Tipi di eruzioni prevalenti: effusiva, freatomagmatica, stromboliana, pliniana
Fenomeni prevalenti: attività idrotermale, deformazioni del suolo, sismicità, frane
Inizio attività eruttiva subaerea: >150.000 anni
Ultima eruzione: 1302
Stato di attività: quiescente
Livello di allerta: Base

Situata nella parte nord-occidentale del Golfo di Napoli, Ischia è la cima di un apparato vulcanico che si innalza per più di 1.000 m dal fondo del mare e raggiunge un’altezza di 787 m s.l.m., in corrispondenza del M. Epomeo. L’isola è costituita da rocce vulcaniche, da depositi di frane e da altre rocce sedimentarie, che derivano dall’accumulo e dalla cementazione di frammenti di rocce preesistenti, smembrate dai processi erosionali.

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Ischia – Ortofoto dell’isola di Ischia.

Le rocce vulcaniche affioranti sull’isola sono il prodotto di magmi prevalentemente trachitici che hanno alimentato eruzioni sia effusive che esplosive. Dalle prime si sono formate colate e duomi di lava, dalle seconde estese coltri di ceneri e lapilli. La storia eruttiva di Ischia è cominciata più di 150.000 anni fa ed è proseguita, in alternanza con lunghi periodi di quiescenza, fino all’ultima eruzione, che ha formato la colata lavica dell’Arso nel 1302 AD. Circa 55.000 anni fa, la violenta eruzione esplosiva del Tufo Verde del M. Epomeo, alimentata da un magma alcali-trachitico, è stata responsabile della formazione di una caldera in corrispondenza dell’attuale parte centrale dell’isola.

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Ischia – M.Epomeo da Citara – Il versante occidentale del blocco risorgente del M. Epomeo, interamente costituito dal Tufo Verde omonimo (55 mila anni fa).

A partire da almeno 30.000 anni fa, si è instaurato un processo di sollevamento del fondo della caldera. Questo fenomeno, detto di risorgenza, è cominciato a seguito dell’intrusione di nuovo magma (trachi-basaltico) nel sistema vulcanico, e ha causato il sollevamento del blocco centrale dell’isola di almeno 900 m. Il fenomeno della risorgenza ha fortemente condizionato l’attività vulcanica, determinando le condizioni per la risalita dei magmi solo nel settore orientale dell’isola e lungo sistemi di faglie regionali preesistenti. Negli ultimi 30.000 anni il tasso di sollevamento dovuto alla risorgenza è stato di circa 3.3 cm/anno.

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Ischia – Punta Imperatore: la successione di depositi vulcanici esposta lungo il promontorio di Punta Imperatore.

Il vulcanismo in epoca storica è stato particolarmente intenso, con oltre 46 eruzioni effusive ed esplosive concentrate principalmente negli ultimi 3.000 anni, e la formazione di molti vulcani monogenici intorno al blocco in sollevamento. La maggior parte dei centri eruttivi recenti è situata nella depressione posta ad est del M. Epomeo (per esempio, i centri di Vateliero, Cava Nocelle, Molara, Arso) mentre solo pochi di essi (come quelli che hanno prodotto la colata lavica di Zaro o l’unità piroclastica di Chiarito) sono ubicati al di fuori di quest’area.

Dall’ultima eruzione il sistema vulcanico dell’isola ha continuato a manifestare la sua attività attraverso una diffusa attività fumarolica e idrotermale e una ricorrente sismicità, culminata nel terremoto di Casamicciola del 1883. L’ultimo evento sismico significativo, con magnitudo pari a 4.0, è avvenuto il 21 agosto del 2017, sempre nell’area del comune di Casamicciola.

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