Stromboli

Ubicazione e altezza massima: Arcipelago Isole Eolie, Tirreno Meridionale; 38°47′38″N – 15°12′40″E; il Pizzo ≈930 m s.l.m
Superficie: ~ 12.2 kmq
Tipo di vulcano:  stratovulcano
Tipi di eruzioni prevalenti:  esplosive stromboliane, effusive
Fenomeni prevalenti: eruzioni esplosive e degassamento dai crateri sommitali, eruzioni laterali, sismicità
Inizio attività eruttiva:  ~200.000 anni (Strombolicchio)
Ultima eruzione: attività in corso, alcune esplosioni ogni ora
Stato di attività:  attivo
Livello di allerta (attuale):  Base

Lo Stromboli, uno dei pochi vulcani sulla Terra in attività “persistente”, è la più settentrionale delle sette Isole Eolie. Il suo edificio di forma conica, nella parte alta è caratterizzato dalla presenza di una piccola “terrazza craterica” posta a circa 700-750 m di quota, dove si trovano tre crateri attivi che da diversi decenni occupano l’estremità NE, il centro e la parte SO di questa terrazza. Immediatamente sopra l’area craterica si erge il Pizzo sopra la Fossa. Altro elemento distintivo di questo stratovulcano è la Sciara del Fuoco, una lieve e ripida depressione a forma di ferro di cavallo (o anfiteatro) che occupa il fianco NW del cono. La base dell’edificio vulcanico si trova a una profondità di circa 2000 metri sotto il l.m.

Stromboli

L’isola di Stromboli dal mare con la Sciara del Fuoco sulla destra (Foto di G. De Astis)

 

In corso ormai da diversi secoli, l’attività esplosiva visibile ai crateri è quella che in tutto il mondo è conosciuta e classificata come “stromboliana“. Essa consiste in piccole esplosioni separate tra loro, con lanci di frammenti di lava incandescente, lapilli e ceneri fino a qualche decina o centinaia di metri sopra le bocche. Le esplosioni durano da qualche secondo a decine di secondi e sono separate da intervalli che possono variare fra minuti e diverse ore. Durante i periodi di attività più sostenuta, alcune bocche producono un’attività di lancio di brandelli lavici quasi continua (fenomeno noto come spattering), che talvolta può portare alla formazione di piccole colate di lava intracrateriche (es. agosto 2009 e gennaio 2010).

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Esplosione stromboliana diurna dal cratere di NE e terrazza craterica (foto di G. De Astis)

Esplosioni più grandi e ben più pericolose rispetto all’abituale attività stromboliana sono i cosiddetti “parossismi“. Questi eventi lanciano bombe e blocchi fino all’area sommitale (il Pizzo sopra la Fossa) e talvolta la ricaduta di materiale piroclastico incandescente interessa le pendici esterne del vulcano, causando incendi nella vegetazione. I parossismi più forti negli ultimi 100 anni sono stati quelli del 1919, 1930, e del 2003.

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Foto aerea dei crateri e della Sciara del Fuoco (Stromboli, 2009 – foto di G. De Astis)

Eruzioni con emissione di colate laviche (trabocchi dai crateri o apertura di bocche effusive esterne ai crateri) avvengono ad intervalli irregolari (mediamente una o due volte per decennio). Tali effusioni possono avere durate da pochi giorni a molti mesi (eruzione 2002-2003: 206 giorni). L’inizio di un’effusione lavica spesso è accompagnato da forte attività esplosiva ai crateri sommitali. Quando raggiungono il mare, le colate formano dei delta che in genere sono rapidamente erosi dall’azione marina.

Nonostante la sua morfologia conica lasci pensare a un’attività monotona, Stromboli ha una storia eruttiva complessa, caratterizzata dalla crescita e successiva distruzione di più edifici vulcanici e da frequenti eruzioni laterali.

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